21.6.07

Teaser Trailer

Bombe Atomiche USA in Italia

Nel febbraio del 2005 il Natural Resources Defense Council, Washington D.C., pubblica il rapporto “U.S. Nuclear Weapons in Europe”, sulle armi nucleari USA presenti in Europa.
In Italia viene segnalata la presenza di 90 ordigni atomici nelle basi di Ghedi (BS) e Aviano (PN).

Un sondaggio di Greenpeace rivela che il 70% degli italiani non sa nulla della presenza di bombe atomiche sul suolo nazionale.

Nel 1968 Italia, gli Usa e altri 187 Stati hanno firmato il Trattato di Non Proliferazione che impone il disarmo nucleare totale: è lo stesso trattato a cui si appellano le Nazioni Unite per frenare la corsa agli armamenti nucleari di Corea del Nord, Iran e altri “stati canaglia”.

La corte Internazionale di giustizia dell’Aja ha decretato che la minaccia o l'uso delle armi nucleari è in contrasto con le norme di diritto internazionale applicabile ai conflitti armati e con i principi e con le regole del diritto umanitario

Le bombe atomiche nella basi americane di Ghedi e Aviano
- violano gli accordi internazionali, e la sentenza della corte internazionale di giustizia
- sono in contrasto con le leggi italiane e con la costituzione
- mettono in pericolo la salute di migliaia di persone che vivono nei pressi della base
- fanno dell’Italia un bersaglio per qualsiasi stato si sentisse minacciato dalle atomiche
- sono un’inaccettabile minaccia per le popolazioni di tutto il mondo

Il Parlamento Italiano non si è pronunciato sulla questione, nessun Governo Italiano ha mai smentito o confermato ufficialmente la notizia, i cittadini italiani non ne sono informati nonostante nel referendum del 1986 abbiano espresso chiaramente il voto contrario all’utilizzo di centrali elettriche nucleari.

Nel dicembre del 2005 cinque pacifisti di Pordenone, su sollecitazione dell’associazione internazionale IALANA (Giuristi contro le armi nucleari), citano in giudizio il dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America nella persona di Donald Rumsfeld. In seguito viene costituito il Comitato Via le Bombe per permettere a tutti i cittadini di diventare parte attiva nel processo.
L'atto di citazione, presentato al Tribunale Civile di Pordenone, chiede al Giudice di dichiarare che la presenza delle armi nucleari nella Base di Aviano è illecita, in quanto dannosa per la popolazione e perché viola il Trattato di Non Proliferazione Nucleare.


Il progetto


  • Per realizzare questo documentario abbiamo scelto di finanziarci con il contributo della gente, scavalcando le catene di produzione e distribuzione classica che non avrebbero permesso a questo film di nascere.

    Grazie alla rete di produzionidalbasso.com stiamo raccogliendo l’adesione di tutti coloro che vogliono contribuire a realizzare questo progetto.

    Abbiamo bisogno di 400 co-produttori per portare a termine il nostro lavoro.

    La co-produzione consiste nel versare una quota con la quale si prenotano una o più copie del DVD del film.
    Il costo di ogni DVD è di 10€ +2€ per le spese di spedizione, per ordini di 5 o più copie le spese di spedizione sono a carico nostro.
    Il pagamento vi verrà richiesto solo nel caso in cui si raggiunga la quota prefissata di 400 co-produttori.





    Il film

    Il documentario Aviano, Italia è la testimonianza di un’importante azione di diritto collettivo. Un’azione che cerca di rimettere nelle mani dei cittadini le grandi questioni di cui la politica sembra non volersi occupare. Ma è anche il tentativo di riportare l’attenzione su un tema tanto attuale quanto ignorato: l’era atomica è iniziata a Hiroshima il 6 agosto del 1945 ma NON è finita con il crollo dell’Unione Sovietica. La fine della guerra fredda non ha coinciso con l’inizio della pace e probabilmente oggi l’umanità corre più rischi di allora. Gli armamenti atomici attualmente sparsi nel pianeta sarebbero sufficienti a distruggerlo per sette volte. Inoltre da molti anni si sperimentano armi atomiche più piccole e meno potenti, e ci sono le prove che siano state usate in diversi teatri di guerra, con effetti devastanti sia per i civili che per i soldati stessi che le utilizzavano.

    Nel film troveranno spazio le voci dei promotori dell’azione giudiziaria, degli avvocati dell’associazione IALANA e dei difensori del governo americano; ai commenti della popolazione locale e della politica sarà affiancata una ricostruzione storica dell’ “Era Nucleare” affidata a filmati di repertorio di propaganda, a interventi di esperti e ad animazioni.

    Parte delle riprese sono già state realizzate in occasione della prima udienza del processo. Il montaggio verrà terminato entro ottobre.



    Credits
    Ideazione e regia: Daniele Bonazza
    Riprese: Viviana Rizzato, Giovanni Cassano
    Fonico: Alberto Irrera
    Montaggio: Daniele Bonazza, Viviana Rizzato
    Organizzazione generale e promozione: Valentina Bertolino